Juvenilia

1

Quando ancora riesco a vedermi nella canicola
dal casale della nonna scarpinare giù
tra i campi ancora fumanti di rugiada
fino al torrente Rigossa rimasto un fossato
velato da lenzuoli trasparenti
tra i ciottoli e la sabbia scivolosa
dove scodinzolavano i girini
e ancora sento il solletico
dell’acqua fresca salirmi dai piedi
o ancora tento l’andirivieni di una libellula
un concerto di cicale o un luccicare di lucciole.

2

Torna di tanto in tanto il fanciullo che ero
a dirmi che la vita è stata
sui gradini di granito di una casetta di periferia
un giocattolo di latta, forse una ruspa, un meccano
troppo bello per non cedere alla tentazione
di smontarlo e di guardarci dentro
fino a rimanere con un pugno di viti
di ghiere di rivetti di perni di bulloni
da non capirci più niente.
Torna a dirmi che è meglio lasciar perdere.

Voliere

Dei pappagalli nella voliera
del ristorante sul paseo
uno faceva la spola
dalla mangiatoia al beverino,
uno guardava cantare il cantante
e il terzo guardava me
che mangiavo e bevevo
dentro un’altra voliera.

Gabriele Zani

[disegno di Tullio Ghiandoni, Al mare, 1996]

You may also like

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *