Città abitate
Rammentare è
rammendare la memoria:
la mia casa
è molte case
sono state intorno a me
in diversi cieli
di città lontane
mi sono appartenute
con tracce di persone
alcune amate
altre perdute
per lunga via
rumorosa di vento
che agitava
d’alberi le fronde…
Il Montefeltro e le colline
declivi lenti e pigri
fusioni di verdi acidi
tra macchia e coltivato
crinali in singoli filari
di cipressi a sentinella
incroci di strade bianche
tra case e sedie con i vecchi
stupiti dalle automobili
esplosioni
nel giallo di ginestre
nel rosso di papaveri e lupini
e i cieli
che Raffaello non dimentica.
Quando abitavo a Milano
Città che estranea
con le brume autunnali.
Rotaie parallele
e striduli tram.
Strade in sepoltura d’acque
lente e improduttive.
Rumori nel dialogo
continuo dei motori.
Pavé larghi e grigi
specchi
di cieli sempre uguali.
Metereologia che dislaga
in mercuriale consistenza.
Desidero d’altrove.
Metamorfosi
Si allentano i cardini
tra cielo e mare.
Dritta linea d’orizzonte
in acque si sovverte.
Lento avanzare del giorno
altera le ore
e la notte non arriva.
Torbido sole allo zenit
ferma il suo percorso.
Disorientati marinai
nelle reti pescano foglie.
C’è un’umidità
che pervade il mondo:
nuotano gli uccelli
e volano i pesci.
Quattro poesie / Eugenio Schiavo









