Diario verde

Un rifugio sicuro

22 luglio 2026

Rami spezzati, distese di foglie. Le strade che abbiamo percorso in auto all’alba portano ancora i segni del pesante fortunale che si è abbattuto ieri sul litorale tra Fano e Marotta. Violente raffiche di vento, rovesci di pioggia capaci di provocare allagamenti nel giro di pochi minuti e che hanno ridotto quasi a zero la visibilità per chi era alla guida. A Fano sono caduti grossi chicchi di grandine, a Marotta una tromba d’aria ha fatto strage di ombrelloni. 

Siamo diretti verso le spiagge di Torrette (di Fano) e di Marotta per controllare le ultime nidiate di fratino della stagione. Stagione caratterizzata da numerosi fallimenti riproduttivi. Vogliamo renderci conto se i piccoli ancora presenti riusciranno ad involarsi e ad aggiungersi ai pochi giovani che lo hanno già fatto. 

Durante la burrasca che ieri ha flagellato il litorale c’è stato un fuggi fuggi della gente presente in spiaggia ma le famiglie dei fratini non avevano questa opportunità; la spiaggia è la loro casa e non hanno un altro posto dove andare. Come hanno affrontato il fortunale? Avranno trovato riparo dalle forte raffiche di vento e dalla violenza delle precipitazioni? 

A Torrette di Fano è sparito l’ultimo pulcino di fratino (osservato fino alla settimana scorsa); col binocolo seguiamo a lungo il genitore mentre si sposta in un arenile ancora deserto; è come se lo cercasse inutilmente. Ha invece esito positivo la nostra perlustrazione nel litorale di Marotta: nessuno dei quattro piccoli presenti la settimana scorsa manca all’appello. 

I due pulli del nido n. 6 li rinveniamo a non grande distanza dal tratto di lungomare in cui ieri una tromba d’aria ha provocato il sollevamento degli ombrelloni e dei blocchi di cemento e lo sfondamento del tetto di un locale; avvistiamo i piccoli, sorvegliati dal padre, mentre gironzolano per la spiaggia ghiaiosa come se nulla fosse successo.

Più a nord avvistiamo gli altri due piccoli, sono di due diverse nidiate (nidi n.5 e n.7). Condividono la stessa concessione balneare, standosene, vigilati dai rispettivi padri, a poche decine di metri l’uno dall’altro. Le due nidiate erano inizialmente formate da tre pulli, ma in entrambe ne è sopravvissuto uno solo.

Il pullo del nido 7 è nato il 30 giugno, quello del nido 5 ha oltre un mese di vita ed ha raggiunto dimensioni poco inferiori a quelle del genitore, eppure, di tanto in tanto, si rifugia ancora sotto di lui. Appena nati i piccoli di fratino sono già capaci di sgambettare sulla sabbia, ma questa è solo un’indipendenza apparente, hanno bisogno della guida del genitore a tenerli lontani dai pericoli e, quando serve, accogliendo sotto di sé l’intera nidiata. Così capitava a lui e ai suoi fratelli fin da quando erano dei batuffoli di piume di pochi grammi; dall’addome del genitore spuntavano solo le loro zampette minuscole. Ora è rimasto solo lui a cercare riparo sotto l’addome paterno ma, cresciuto com’è, gran parte del suo corpo resta fuori. 

I due padri, nel vigilare i rispettivi piccoli, finiscono per trovarsi vicini, ciò provoca un loro fronteggiarsi ed un breve scontro.

Poco dopo per i due genitori c’è una minaccia ben più grave di un semplice sconfinamento del territorio alimentare: giunge in volo una cornacchia grigia che si posa a breve distanza dalle due famiglie di fratini. Il corvide si muove tra gli ombrelloni ed i lettini (ancora deserti) perlustrando l’arenile con fare predatorio.

I due fratini adulti corrono verso di lui, uno dei due inscena la finzione dell’ala ferita – la cornacchia si deve trovare a breve distanza dal suo piccolo ed il genitore vuole attirare l’attenzione su di sé. Il corvide non fa caso a quella sceneggiata, forse non la nota, intento com’è ad osservare la sabbia intorno a lui, comunque non trova nulla da predare e, poco dopo, si alza in volo e se ne va.

Come per incanto, ricompaiono i piccoli di fratino accanto ai genitori. Quello del nido 5, in base alla letteratura scientifica, è prossimo all’involo. Padroneggiare l’aria significherebbe ampliare enormemente il proprio mondo – ristretto, da quando è nato, a poche centinaia di metri di arenile -, ma lui non si sente ancora pronto. Ha ancora bisogno della guida del padre. 

Anche se forse è diventato troppo grande per essere predato da una cornacchia, deve avere provato paura quando la sagoma del predatore gli era passata a brevissima distanza. Cerca rassicurazione tornando a rifugiarsi sotto l’addome del genitore. Il suo capo, che per un attimo fa capolino, presto scompare sotto l’ala del padre.

Lì, ignorando che gran parte del suo corpo sporge fuori, si sente al sicuro.

Didascalie foto:

1 – Giovane e genitore di fratino (nido n.5 di Marotta), 22 luglio 2026

2 – Due fratini maschi si fronteggiano, Marotta, 22 luglio 2026 

3 – Cornacchia grigia perlustra la spiaggia, Marotta, 22 luglio 2026

4 e 5 – Il giovane fratino (nido n.5) si rifugia sotto il genitore, Marotta, 22 luglio 2026

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