Lunedì 12 ottobre 2026
Mi sto dirigendo in bicicletta verso la foce del Metauro. Ho aspettato che passasse il week end – quando c’è troppa gente in giro. Il meteo, appena consultato, mi concede poco tempo, ora c’è il sole ma alle undici è prevista pioggia intensa.
Quando raggiungo la linea di costa, verso nord, sul mare, il cielo si è fatto plumbeo.

Nella mia visita precedente c’erano dei pescatori sulla barra di foce; le canne di alcuni rivolte verso il mare, quelle di altri verso lo specchio d’acqua salmastra. Uno pescava con una rete da lancio a mano; proprio mentre passavo aveva catturato un grosso cefalo.
Oggi non c’è nessuno. Tre cormorani pescano proprio davanti al punto in cui le acque fluviali raggiungono l’Adriatico; ora i cefali sono tutti per loro.

Anche il ponte della statale Adriatica si è fatto silenzioso; per consentirne la sistemazione, il traffico per mesi non passerà di lì.
Tra questo e il ponte ferroviario marangoni minori e garzette appollaiati sui rami di un albero che sporge sull’acqua:

Al di qua del ponte ferroviario una testuggine palustre americana si gode il sole su una roccia che sporge appena fuori dall’acqua.

Un piro-piro piccolo si posa su un grosso tronco adagiato, per un po’ oscilla su e giù la coda.

All’estremità di quel tronco c’è una anatra. Ha un’ampia macchia bianca che circonda l’occhio, caratteristica che non ha nessuna delle specie di anatidi in cui mi sono imbattuto in quasi cinquant’anni di birdwatching.

L’anatra riposa; si alza in piedi solo quando mi avvicino troppo. Non vado oltre, gli scatto delle foto.

Inizia a tuonare, decido di tornare.
A casa mi dedico all’identificazione dell’anatra. Oltre alla macchia bianca che circonda l’occhio, prendo in considerazione l’ampio specchio alare blu-cangiante bordato di bianco distalmente. Oltre al computer acceso, sul tavolo del mio studio sono sparsi numerosi manuali di ornitologia.
Ho appena individuato la specie che arriva lo scroscio.
Si tratta di un’anatra sposa (o anatra Carolina) Aix sponsa, una specie nord americana. Leggo che gli individui osservati in Europa sono “aufughi”, cioè scappati da allevamenti; la specie viene spesso tenuta come ornamentale per il piumaggio estremamente variopinto del maschio – l’esemplare osservato alla foce del Metauro ha invece la dimessa livrea della femmina (o di un maschio in abito eclissale). A volte alcuni esemplari si allontanano dalla cattività volando via e restando allo stato brado – in Italia è classificata come “specie alloctona rilasciata o sfuggita, con eventi riproduttivi in natura”* .
Anche se è un esotico e non si tratta di un avvistamento importante, come faccio sempre quando mi imbatto in una specie “nuova”, m’informo sulle sue abitudini di vita. Intanto la pioggia continua a cadere; bagna i vetri della finestra così come il piumaggio degli uccelli acquatici osservati da poco.
L’Anatra sposa nel Nord America predilige aree alberate vicino a stagni e a tratti di fiumi a lento scorrimento. Ha una nidificazione specializzata: si riproduce sugli alberi utilizzando le cavità nei tronchi, non disdegnando i nidi dei picchi; li scavano ulteriormente adattandoli alle proprie esigenze. I nidi possono essere posti fino a 20-25 metri d’altezza e non è insolito vedere queste anatre appese anche verticalmente in prossimità di fori, aggrappate con le unghie e appoggiate con la coda, come picchi.
Nei primi anni del secolo scorso era diventata molto rara; nel Nord America le grandi foreste di latifoglie erano state sistematicamente tagliate, sottraendo gli alberi maturi ricchi di cavità idonee per la nidificazione di questa specie. Nel 1918 la specie era considerata praticamente estinta. Un successivo programma di costruzione e distribuzione di cassette-nido ha portato ad un immediato e quasi miracoloso incremento della specie scongiurandone l’estinzione.
L’esemplare di anatra sposa e quello di testuggine palustre americana osservati alla foce condividono la zona di origine; eppure entrambe non sanno nulla del Nord America. L’anatra sposa avvistata non ha mai conosciuto le paludi di cipressi calvi in Louisiana, uno degli habitat prediletti della specie, però almeno qui non deve temere né procioni né alligatori.
Leggo che “durante il giorno ama riposare su rami o strutture emergenti dall’acqua”, proprio come l’individuo da me osservato.
Intanto ha smesso di piovere ed è uscito nuovamente il sole. L’anatra sposa forse si sta stirando le ali, si è goduta una foce deserta.
Nota
- BACCETTI N., FRACASSO G., GOTTI C. 2014. La lista CISO-COI degli uccelli italiani – Parte seconda: le specie naturalizzate (cat. C) e le categorie “di servizio” (cat. D, E, X). Avocetta 38:1-21.
Didascalie foto:
1 – Il cielo verso nord, sul mare, si è fatto plumbeo, foce del Metauro, 12 ottobre 2026
2 – Cormorani, foce del Metauro, 12 ottobre 2026
3 – Marangoni minori e garzette, foce del Metauro, 12 ottobre 2026
4 – Testuggine palustre americana, foce del Metauro, 12 ottobre 2026
5 – Piro-piro piccolo, foce del Metauro, 12 ottobre 2026
6 e 7 – Anatra sposa, foce del Metauro, 12 ottobre 2026









