28 marzo 2026
La prima rondine della stagione mentre in bicicletta arranco sul ripido cavalcaferrovia che collega la Statale Adriatica al litorale a sud di Fano. Vola contro vento, in direzione nord.
Anche due chiurli (chiurli piccoli) volano parallelamente alla linea di costa verso nord, ma loro decidono di fare una sosta. Si posano nell’ampia area aperta del retrospiaggia in condizioni naturali tra la città e la foce del Metauro, a ridosso dell’ex poligono militare; è l’unico tratto di litorale sopravvissuto all’antropizzazione (ma proprio in questi tempi ci sono delle mire sull’area).

È qui che lascio la bici e proseguo a piedi verso la foce.
I due chiurli si sono appena posati eppure i loro lunghi becchi ricurvi già sondano il terreno.

Due svassi piccoli cercano cibo nel mare molto mosso; onde o non onde, possono procurarselo solo in quell’elemento. Uno dei due ancora indossa l’abito invernale, l’altro sta assumendo quello nuziale.

Nello stesso tratto di acque marine il mese scorso c’era un branco di 8 svassi piccoli. O quelli mancanti hanno già intrapreso il viaggio migratorio oppure l’ondata di maltempo di questi giorni con forte vento e mareggiate – è tornata la neve sui monti dell’Appennino Centrale – ha separato il gruppo.
Pescano immergendosi nelle acque basse a ridosso della costa; quando il secondo emerge cerca il compagno e prontamente nuota verso di lui. Vogliono affrontare insieme le creste delle onde che stanno per infrangersi sulla battigia. A breve distanza le canne di alcuni pescatori sportivi, quelle esche forse per i svassi rappresentano una minaccia.

Due corrieri piccoli riposano sulla barra di foce del Metauro. Hanno interrotto il viaggio migratorio e sostano sulla sommità del cumulo di ghiaia, a breve distanza dai frangenti. L’anello giallo che delimita gli occhi è uno dei particolari che distingue la loro specie dagli altri corrieri; occhi ora rivolti verso quella schiuma. A volte uno emette dei versi allungando il collo; è grazie a quei richiami che i due riescono a viaggiare insieme senza perdersi. Chissà come affrontano i forti venti gelidi che in questi giorni spazzano le coste dell’Adriatico?

Uno dei due si sposta nella parte più interna della barra di foce, ora dietro di lui, sullo sfondo, non c’è la schiuma delle onde che s’infrangono ma quella dell’acqua fluviale, del salto sotto il ponte ferroviario.

Torno sui miei passi; è trascorsa un’ora e mezza ma nel prato erboso ritrovo i chiurli; i lunghi e storti becchi continuano ad affondare nel terreno.
Il sopraggiungere di passanti li costringe ad interrompere il rifornimento ed a riprendere il viaggio.


Didascalie foto:
1 – Tratto di retrospiaggia non antropizzato, Le Brecce (Fano), 28 marzo 2026
2 – Due chiurli piccoli, Le Brecce (Fano), 28 marzo 2026
3 e 4 – Svassi piccoli, Baia Metauro (Fano), 28 marzo 2026
5 e 6 – Corrieri piccoli, foce del Metauro (Fano), 28 marzo 2026
7 e 8 – I due chiurli riprendono il viaggio








