Una poesia di Renée Nicole Good, assassinata dalla polizia personale di Donald Trump, l’ICE, squadracce razziste che, come la Gestapo o l’OVRA, aggrediscono vigliaccamente, in gruppi armati fino ai denti, ogni cittadino che dissente o che prova a documentare i crimini che vengono commessi.
L’ICE gode della protezione e dell’immunità concessa dal presidente degli Stati Uniti, e viene difesa, attraverso le più spudorate menzogne e con l’uso di ricostruzioni farlocche, da una cricca di delinquenti che costituiscono il suo gabinetto politico: del resto già rappresentato da Philip Roth nel romanzo La nostra gang. 1971. Ma gli Stati Uniti sono anche altro.
A seguire una splendida poesia combattiva di una ragazzina, Abella Childress, segnalata dal professor Tony Medina. Infine, un frammento dalla toccante, forte e bellissima testimonianza della figlia quindicenne di Renée Nicole Good. La testimonianza è tratta da Stamen and Salt. A Poetic Archive of the Killing of Renée Nicole Good By The Daughter. Potete acquistarlo su Amazon, purtroppo sostenitore del miliardario a cui sono state affidate le armi e la morale degli Stati Uniti.
Imparando a sezionare feti di maiale
di Renée Nicole Macklin
rivoglio le mie sedie a dondolo,
i tramonti solipsisti,
& i suoni della giungla costiera che sono terzine di cicale e pentametri di zampe pelose di scarafaggi.
ho donato bibbie a botteghe dell’usato
(le ho buttate nei sacchi della spazzatura insieme a una lampada di acido sale rosa dell’Himalaya –
bibbie post-battesimali, quelle tolte dalle mani grassocce degli zeloti agli angoli delle strade, banalizzate, facili da leggere, tipo parassitario):
ricordo di più l’odore di gomma viscida delle illustrazioni patinate dei manuali di biologia; mi bruciavano i peli delle narici,
& sale & inchiostro che si appiccicavano alle dita.
sotto ritagli di luna alle due e quarantacinque del mattino studio & ripeto
ribosoma
endoplasmatico
acido lattico
stame
all’IHOP nell’angolo tra powers e stetson hills –
ho ripetuto & scarabocchiato finché quello non ha trovato la sua strada & ristagna da qualche parte che non so più indicare, nel mio intestino –
forse lì tra il mio pancreas & l’intestino crasso c’è l’infimo ruscello della mia anima.
è la misura con quale riduco adesso ogni cosa; spigoloso & scheggiandosi con un sapere che se ne stava seduto, un panno sulla fronte febbricitante.
posso lasciarle perdere entrambe? questa fede volubile e questa scienza universitaria che disturba dal fondo dell’aula
adesso non posso credere –
che la bibbia e il corano e la bhagavad gita stanno sistemando i lunghi capelli dietro l’orecchio come faceva la mamma & sussurrando tra le labbra “lascia spazio alla meraviglia”
tutta la mia comprensione scivola dal mento nel petto & si riassume come:
la vita è semplicemente
ovulo e sperma
e dove quelli si incontrano
e quanto spesso e quanto bene
e che cosa muore lì.
Dalla pagina Facebook di Tony Medina, docente di scrittura creativa all’Università di Howard (Washington):
The following poem was written by my student, Abella Childress, who is a native of Minneapolis, Minnesota. She was actually home when Renee Nicole Good was shot and killed by ICE agents, … This poem was written for my first assignment for class: Write (in any form) about what you are feeling about the current situation in our country.
Questa poesia è stata scritta dalla mia studentessa, Abella Childress, originaria di Minneapolis, Minnesota. Era a casa quando Renée Nicole Good è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco dagli agenti dell’ICE. Questa poesia è stata scritta per il mio primo compito in classe: “Scrivi (in qualsiasi forma) cosa provi riguardo all’attuale situazione nel nostro Paese”.
We, The People of Minnesota
We, the people of Minnesota
Are the fish swimming in the frozen lakes
When winter comes, we do not hibernate and we do not die
We only swim deeper, where the water still surges steadily and
the last vestiges of sunbeams penetrate our gills
Slow heaps of water carrying us along, just above the lakebed
While we give gifts of warmth with our neighboring fish
And so when in January, tyranny threatens our waters, we come in schools
The trout, the northern pike, the smallmouth bass,
The largemouth bass, Walleye, Bullhead, Salmon
We, the people of Minnesota come in schools of fish
Fast fins swivel left and right and upwards
To the frozen liquid, the zone that is dangerous for fish
And it is cold even for us, but we manage
We may nudge our neighbor if we sense a sinking
Because this is the land of 10,000 lakes, and we are Minnesota nice,
and we look out for each other
And as our bodies glide beneath the thick layers of ice
Our movements remain blurred by the frost and last nights dusting of snow
So those who threaten tyranny shall be sure to be blinded by our arrival
—Abella Childress
Noi, il popolo del Minnesota
Noi, il popolo del Minnesota
Siamo i pesci che nuotano nei laghi ghiacciati
Quando arriva l’inverno, non andiamo in letargo e non moriamo.
Nuotiamo solo più in profondità, dove l’acqua continua a salire costantemente e
le ultime vestigia dei raggi di sole penetrano nelle nostre branchie.
Lente masse d’acqua ci trasportano, appena sopra il fondale del lago.
Mentre doniamo calore ai pesci vicini.
E così, quando a gennaio la tirannia minaccia le nostre acque, arriviamo in banchi.
La trota, il luccio settentrionale, il persico nero, il pagello, il pesce gatto, il salmone.
Noi, il popolo del Minnesota, arriviamo in banchi di pesci.
Le pinne veloci ruotano a sinistra e a destra e verso l’alto.
Verso il liquido ghiacciato, la zona pericolosa per i pesci.
E fa freddo anche per noi, ma ce la caviamo.
Potremmo spingere gentilmente il nostro vicino se sentiamo un affondamento.
Perché questa è la terra di 10.000 laghi, e siamo come il Minnesota,
e ci prendiamo cura l’uno dell’altro
mentre i nostri corpi scivolano sotto gli spessi strati di ghiaccio
i nostri movimenti rimangono confusi dal gelo e dalla spolverata di neve della notte scorsa
così coloro che minacciano la tirannia saranno sicuramente accecati dal nostro arrivo.
Abella Childress
Da: Stamen and Salt. A Poetic Archive of the Killing of Renée Nicole Good By The Daughter.
Stame e sale. Un archivio poetico dell’uccisione di Renée Nicole Good. Autrice la figlia.
“Anatomia di un bambino di sei anni
Lui è la geografia della sua perdita.
Lui ha sei anni. Non capisce “operazione mirata”.
Capisce che la mamma lo ha lasciato a scuola, e la mamma non è andata a prenderlo.
Capisce che gli animali di peluche nel vano portaoggetti sono ora una prova.
Capisce che il cane è sopravvissuto, ma la guidatrice no.
Ha perso un padre e una madre in tre anni.
È un orfano del sistema sanitario americano e dello stato di polizia americano.
Come gli spiego che gli uomini con i distintivi sono i cattivi?
Siamo stati cresciuti per credere nella “compassione e nella gentilezza”
…
L’hanno sezionata per zittirla.
Hanno preso la poeta che ha scritto di “fare spazio alla meraviglia”
e hanno riempito la stanza di gas e bugie.
Non sapevano che fosse la vincitrice di un premio.
Non sapevano che lei analizzava il mondo in pentametri.
Hanno visto solo una donna in macchina e hanno dimenticato la poesia di rimanere in vita.
Ho letto la sua poesia “Imparando a sezionare feti di maiale” più e più volte.
“Voglio indietro le mie sedie a dondolo”, ha scritto. Rivoglio mia madre.”
…
Questi frammenti, scelti e tradotti da Francesca Palazzi Arduini e da me, e discussi insieme a Anna Brunori, non sono solo un atto di compassione e di gentilezza, perché sappiamo quanto il web sia un oceano inquinato, ma ci sono luoghi nel web che potrebbero diventare come la terra dei 10.000 laghi, dove “ci prendiamo cura l’uno dell’altro”.
Invitiamo il lettore a leggere lo splendido articolo di Renata Morresi, il link:








