Lei, mia madre, cercava di capire il miracolo della vita, ora io riduco tutto in balistica per comprendere la tragedia, così ha scritto sua figlia quindicenne. La vita è semplicemente / ovulo e sperma / e dove s’incontrano / e quanto spesso e quanto bene… concludeva la sua poesia Renée Nicole Good, vincitrice dell’American Poets Prize nel 2020. La vita è solo / una pallottola e un osso / e dove questi s’incontrano, scrive adesso, amaramente, sua figlia. E aggiunge: trovava la poesia nel grottesco, ma brillava.

Leggeremo dei testi per ricordare una vita spezzata soltanto perché era una donna che non si è rivolta con umiltà a un delinquente mascherato spedito in quella città dal criminale che governa gli Stati Uniti d’America, l’innominabile, e dalla sua cricca di delinquenti. Cose incredibilmente già raccontate da Philip Roth in The gang (1971). Ma qui si aggiunge l’impunità, su ordine dall’alto.

Leggeremo quali sono le menzogne che supportano gli “ideali” americani da due versi di Robert Frost, un grande poeta ma non in questa poesia: Il dono irrevocabile. Quella terra non era un dono ma un furto. E un furto con genocidi dovrebbe soltanto ricordare e ricostruire.

Leggeremo infine qualche brano dalla testimonianza della figlia quindicenne e concluderemo con un segno di speranza combattiva, leggendo una poesia di un’altra giovane, Abella Childress, scritta nell’ambito di un seminario del professor Tony Medina, università di Howard, Washington.

La società che ci hanno costruito addosso esegue quotidianamente rituali di oblio e distrazione, noi vogliamo ricordare, perché nel parlamento italiano non si è ricordata questa vittima, Renée Nicole Good, e quella successiva, Alex Pretti, come invece era stato fatto per un attivista MAGA che nulla aveva a che vedere con l’Italia. Questo è l’uso propagandistico della morte tipico dei bugiardi di professione. Noi vogliamo ricordare una persona, una donna, una madre, una persona disordinata che brillava, una “diversa” (secondo i tetri divergenti, i veri alieni).

Al Centro civico Gimarra, giovedì 26 febbraio, ore 20.30

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