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	Commenti a: Lezione di meraviglia	</title>
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	<description>il pianeta e le parole</description>
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		Di: Federico Viola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 08:51:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi intrigano molto entrambe le poesie: sono scritte con grande acutezza e attenzione all&#039;impiego dei vari termini. Sono componimenti impegnativi da analizzare, ma proprio per questo assai stimolanti per un critico.
Entrambi i testi sono pervasi dal motivo di una inquietudine, un disagio che ricorre nell&#039;animo dell&#039;io lirico. L&#039;ambientazione della prima poesia è una nave durante una traversata per mare: l&#039;atmosfera confortante del paesaggio marino quasi idilliaco, suggerita dai versi incipienti, è smorzata dallo stridore del terzo verso con le sue sibilanti (&quot;Sono solo come sempre&quot;), oltre che con il suo pesante significato. Il senso di inquietudine dell&#039;uomo immerso nel silenzio della sua cabina viene rinforzato dalla suggestiva descrizione dell&#039;individuo che bussa alla porta, quasi una figura sinistra che si ritrova in molti testi di Buzzati (mi viene in mente il racconto &quot;Il mantello&quot;). Mentre nella prima poesia aleggia un&#039;atmosfera essenzialmente statica, inerte, la seconda si configura come dinamica, &quot;combattiva&quot;, sin dal primo verso (&quot;Mi tiro dietro uno strascico&quot;). Il dolore che il poeta a stento si porta sulle spalle lo affligge profondamente ed è ineffabile, impossibile da affiggere sulla carta in poche parole. Una notte piena di smanie e avvolta dall&#039;inquietudine si presenta quella descritta in questi pochi versi, una &quot;notte senza camomilla&quot;; soltanto all&#039;alba, portatrice di speranza e segno di un nuovo inizio, la partita notturna contro il dolore giungerà alle battute finali: &quot;quando l&#039;orologio del mondo / segna l&#039;ora più bella&quot; (vv. 11-12), si disputeranno i calci di rigore e il poeta avrà l&#039;occasione di trionfare o altresì di cedere al dolore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi intrigano molto entrambe le poesie: sono scritte con grande acutezza e attenzione all&#8217;impiego dei vari termini. Sono componimenti impegnativi da analizzare, ma proprio per questo assai stimolanti per un critico.<br />
Entrambi i testi sono pervasi dal motivo di una inquietudine, un disagio che ricorre nell&#8217;animo dell&#8217;io lirico. L&#8217;ambientazione della prima poesia è una nave durante una traversata per mare: l&#8217;atmosfera confortante del paesaggio marino quasi idilliaco, suggerita dai versi incipienti, è smorzata dallo stridore del terzo verso con le sue sibilanti (&#8220;Sono solo come sempre&#8221;), oltre che con il suo pesante significato. Il senso di inquietudine dell&#8217;uomo immerso nel silenzio della sua cabina viene rinforzato dalla suggestiva descrizione dell&#8217;individuo che bussa alla porta, quasi una figura sinistra che si ritrova in molti testi di Buzzati (mi viene in mente il racconto &#8220;Il mantello&#8221;). Mentre nella prima poesia aleggia un&#8217;atmosfera essenzialmente statica, inerte, la seconda si configura come dinamica, &#8220;combattiva&#8221;, sin dal primo verso (&#8220;Mi tiro dietro uno strascico&#8221;). Il dolore che il poeta a stento si porta sulle spalle lo affligge profondamente ed è ineffabile, impossibile da affiggere sulla carta in poche parole. Una notte piena di smanie e avvolta dall&#8217;inquietudine si presenta quella descritta in questi pochi versi, una &#8220;notte senza camomilla&#8221;; soltanto all&#8217;alba, portatrice di speranza e segno di un nuovo inizio, la partita notturna contro il dolore giungerà alle battute finali: &#8220;quando l&#8217;orologio del mondo / segna l&#8217;ora più bella&#8221; (vv. 11-12), si disputeranno i calci di rigore e il poeta avrà l&#8217;occasione di trionfare o altresì di cedere al dolore.</p>
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