9 gennaio 2026

Vallato, prima periferia di Fano. Dalla finestra della mia abitazione vedo unairone guardabuoi posato nel giardino pubblico al di là della strada. È un piccolo airone dal piumaggio bianco. Vado a prendere la fotocamera ma quando, dopo pochi secondi, sono di nuovo alla finestra, in quel punto del giardino c’è solo una donna a passeggio col cane.  

Mentre sto raccontando a mia moglie, che sta preparando il pranzo, l’insolito avvistamento, rivedo l’airone guardabuoi al di là della finestra della cucina; si è portato nell’area verde sul lato opposto della casa. 

Negli anni ‘70 e ‘80 l’Airone guardabuoi era una specie presente solo in Africa (e in Asia); i viaggiatori del Continente Nero li vedevano al seguito di elefanti, di grandi ungulati delle savane o delle mandrie di bovini allevate dei Masai – stando sui dorsi di quegli erbivori traggono nutrimento dai loro parassiti con reciproco vantaggio. 

In quegli anni diverse mie letture avevano come sfondo proprio l’Africa, non quella sfruttata dal colonialismo della cinica visione di Céline – Viaggio al termine della notte con il suo carico di miserie umane lo avrei letto molti anni dopo -, ma quella di ricercatori naturalisti intenti a studiarne e difenderne la fauna.

Negli anni successivi l’Airone guardabuoi ha iniziato una lenta ma inarrestabile invasione del continente europeo (oltre che di quello americano): Spagna, Francia e, dalla fine degli anni ‘80, penisola italiana, diventando uno degli aironi più comuni della Pianura Padana e dell’Italia settentrionale. Dalla fine degli anni ‘90 in inverno si avvistano aironi guardabuoi pure nelle nostre campagne (e specchi d’acqua); in gruppi di decine di esemplari seguono i greggi di pecore, dove ancora ci sono, e, più frequentemente, sempre alla ricerca di prede, i trattori che lavorano i campi. Nell’ultimo decennio si sono portati sempre più vicino, arrivando nei campi a ridosso dell’agglomerato urbano fanese. 

Io, che da ventenne leggevo di esplorazioni faunistiche nel Continente Nero, in Africa non sono mai stato; sono stati loro, gli aironi guardabuoi, a passare dalle savane africane, alle nostre campagne ed ora fino a ridosso della mia abitazione. 

Non sono il solo ad avere notato quella sagoma candida che si aggira nel prato, c’è un gatto  acquattato che lo sta puntando; con un atteggiamento da predatore  gli si avvicina alle spalle nascondendosi dietro alle alberature. Non credo che abbia intenzione di attaccarlo, l’airone è più grande del felino ed ha un becco non indifferente. D’altra parte gli aironi guardabuoi sono abituati a cavarsela con leoni, leopardi, ghepardi, non dovrebbe temere quel felino in miniatura, che, forse, come me, è solo incuriosito dalla inusuale presenza.

Per scattargli delle foto, salgo al piano superiore. Laggiù nel prato l’airone si muove tra lampioni,  panchine, cancelli delle villette a schiera. Lo zoom della mia fotocamera inquadra la sua livrea bianca “macchiata” dalle penne arancioni del vertice e del petto. 

Frapposto tra l’obiettivo e l’airone, a meno di un metro da me, c’è una tortora dal collare che non si spaventa affatto della mia presenza; resta tranquilla sullo stendino che sporge dal balcone. Da quella posizione, così come il suo partner posato in cima ad un lampione, sta controllando la mangiatoia per uccelli sul davanzale della cucina; i due stanno aspettando che mia moglie la rifornisca di mangime. 

Il gatto continua a seguire l’airone nei suoi spostamenti, quando è a pochi metri da lui (seminascosto da un tronco), l’airone guardabuoi si leva in volo. Passare dagli elefanti alle greggi di pecore nostrane ci può stare, è una specie eclettica, ma condividere lo spazio con signore con il cagnolino, pasciute tortore cittadine e gatti domestici annoiati forse è troppo.

Didascalie foto:

1 –  Libri degli anni ‘70 sull’esplorazione della fauna africana 

2 – Airone guardabuoi, Lago Vicini (Fano), aprile 2022

3 – Airone guardabuoi (in alto) “spiato” da un gatto, Fano, 9 gennaio 2026

4 – Airone guardabuoi, Fano, 9 gennaio 2026

5 – Airone guardabuoi (in alto) e  tortora dal collare (in primo piano, sfocata), Fano, 9 gennaio 2026

6 – Airone guardabuoi (sulla destra), gatto (sulla sinistra, seminascosto) e tortora dal collare (in primo piano, sfocata)

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