“Pienamente informato della intollerabile miseria in che vive questa città di Milano per cagione dei bravi… i quali, essendo forestieri e del paese, non hanno esercizio alcuno, od avendolo non lo fanno… ma senza salario o pur con esso s’appoggiano a qualche cavaliere o gentiluomo o officiale o mercante… per fargli da spalle e favore, o veramente, come si può presumere, per tendere insidie ad altri…”
I promessi sposi, capitolo I.
E le cosiddette grida o avvertimenti si susseguono, senza efficacia, racconta Manzoni con ironia.
“Che qualsivoglia persona… consterà esser tenuto per bravo… possa dai detti giudici e da ognuno di loro esser posto alla corda et al tormento, per processo informativo… et ancorché confessi delitto alcuno, tuttavia sia mandato alla galea, per detto triennio, per la sola opinione e nome di bravo…”
Milizie private di ricconi. Impunite, e impuniti loro, ovviamente, i potenti… per “quanto danno e rovine sieno… i bravi e del pessimo effetto che tal sorta di gente fa contra il bene pubblico, e in delusione della giustizia”.
“Le maggiori scelleraggini procedono da quelli che chiamano bravi”.
Donald Trump li chiama bravi. Difende questi brutali delinquenti, reclutati tra i suoi sgherri, anche tra quelli che hanno assaltato White Hall, amnistiati con motivazioni ancora più gravi del fatto stesso di essere stati graziati, spudoratamente, essendo lui il mandante di questi crimini.
Il ministro Piantedosi ha detto: che male c’è se vengono in Italia? Che male c’è. Non c’era bisogno di altre prove per dimostrare l’analfabetismo e l’arrogante ignoranza di questo governo di leccapiedi.
E la signora Meloni? “Disposto… disposto sempre all’ubbidienza” dice don Abbondio. Direi anche il Nobel, per la pace…
Questo governo ha il consenso di un popolo di leccapiedi. Feroci come i bravi manzoniani. Le milizie fasciste si sono spostate sui social.
E il futuro?








