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Solo qualche istante...

Via Stratta

 

L’ingente frana di Viastrada che sorge imponente al sud-est della montagna, minacciosa colle sue pareti a picco a chi salga il monte da quella parte movendo da Secchiano, è visibile a grandissima distanza, massime se quelle nude e bianchissime rocce siano colpite dai raggi del sole al mattino. La frana di Viastrada, dissi, che distaccossi al principio di questo secolo, e riempì di ruine tutta la valle al sud-ovest di Secchiano, spingendosi sino al corso del fiume Bosso per uno spazio di tre buoni chilometri, mise allo scoperto un’ampia zona di calcare a fucoidi, che a differenza del Catria, raggiunge quivi un enorme sviluppo, come lo appalesano le ampie testate murali lasciate a nudo dal distacco della massa franata

[Don Raffaele Piccinini, “Guida naturalistica del Monte Catria”, 1869]

 

 

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7 maggio 2016

Da Secchiano (di Cagli) imbocco la strada che risale il monte. Nel cartello stradale è indicato “Via Strata”, un gruppetto di case abbarbicato alle pendici del Monte Nerone.

La strada ben presto si fa sterrata e sale in stretti tornanti.

Per prepararmi all’escursione avevo consultato il web (*). Il termine latino “strata” sta ad indicare una strada lastricata. Via Stratta (o Via Strata o Viastrada) si trova lungo un percorso che in tempi remoti doveva avere un ruolo importante nella viabilità di queste vallate appenniniche, consentendo di “scavalcare” il Monte Nerone e poi ridiscendere verso Pianello. Nell’antichità si preferivano i percorsi di crinale evitando gli ostacoli relativi all’attraversamento dei corsi d’acqua del fondovalle.

Raggiungo il nucleo di case. Dal paese è visibile l’imponente parete a picco sotto Poggio le Guaine, che si erge poco distante.

Lascio l’auto vicino ad una cappella; capace appena di contenere, oltre all’altare, due inginocchiatoi e due panche.

Ero già stato in questo paesino. Al ritorno, sfogliando le pagine del mio diario, scopro che c’ero stato lo stesso giorno e mese di 27 anni fa (7 maggio 1989). Allora avevo scritto: “… un paesino che conta 4-5 persone, contro le 60-70 (con famiglie di 10-17 persone) di qualche decennio fa, come ricorda uno degli abitanti”.

Ora tutte le case sono disabitate ma non in stato di abbandono (non è stato permesso al tempo di trasformarle in ruderi).

Attaccato ad una porta, come portafortuna, un consunto ferro di cavallo. Testimonianza, oltre che di superstizione, di un’epoca in cui questa strada si percorreva sul dorso di un mulo.

Attraverso il paese fantasma e proseguo su un sentiero che sale in direzione della scarpata rocciosa.

Le memorie medievali ricordano che un tempo nei pressi di questo gruppetto di case esisteva la chiesa di S. Cristoforo “de Via Strata”. Tra i documenti che avvalorano l’ipotesi che il percorso fosse nell’antichità una via di collegamento fra due vallate, pure gli atti di matrimonio rinvenuti presso gli archivi di quella chiesa; come quello del 27 maggio del 1596 che attesta che una certa “Faustina de Villa Viastrata fuit desposata et anuli immissione in digito a Luca filio Pauli ex Villa Planelli.”

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All’inizio del sentiero, appena fuori del paese, c’è un fontanile-lavatoio. Immagino Faustina piegata su quel lavatoio mentre sta sopraggiungendo Luca. Gli altri pastori avevano mandato lui, giovane e con le gambe buone, a procurarsi un ingrediente che mancava per cucinare il loro pasto. Dai pascoli di Poggio le Guaine è più vicina Via Stratta della loro Pianello. Lui, da distante, senza farsi accorgere, si sofferma a guardare con desiderio le curve del corpo della giovane lavandaia. Lei ruota il capo, lo vede. Lui, facendo finta di niente, riprende il cammino e, giunto al fontanile, scambia con lei qualche parola. Saranno le prime, seguiranno tanti altri incontri che porteranno alla funzione religiosa attestata dal documento.

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Il sentiero passa vicino ad un ruscello, a volte è il sentiero stesso a trasformarsi nel letto del ruscello.

Passo dai 550 m s.l.m. del paese agli oltre 900 m della base della scarpata rocciosa. Sono fuori allenamento, per fortuna vengono in soccorso alcune farfalle che mi “costringono” (per fotografarle) a fermare.

Raggiungo la base delle pareti strapiombanti visibili anche dalla vallata. Quegli strati di roccia sono stati piegati e attorcigliati dalle stesse forze che hanno prodotto il corrugamento appenninico e modellato la nostra penisola.

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Sotto la parete, il sentiero incontra la carrareccia che nasce poco sotto il paese. Per tornare a Via Stratta, decido di percorrerla. La strada – costruita negli anni delle “vacche grasse” – permetteva alle auto, anche in questo versante del monte, di salire fino ai prati sommitali. Il fondo di questa strada che si snoda dentro il bosco è in molti punti gravemente danneggiato. Larghe e profonde crepe lo attraversano e nel tratto sotto il paese una voragine si è ingoiata l’intera carreggiata.

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La montagna sta rimarginando la ferita e appaiono ridicoli i guardrail metallici lungo un percorso che ora, come l’antica via, permette di essere calpestato solo dai piedi dei viandanti.

 

(*) G. Presciutti, M. Presciutti e G. Dromedari, “Via Strata, snodo di un percorso di crinale utilizzato dalla protostoria al medioevo”, http://versacrumricerche.blogspot.it/p/via-strata.html

 

Didascalie foto:

1 – Via Stratta, sullo sfondo la scarpata rocciosa di Poggio le Guaine

2 – Fontanile

3 – La scarpata rocciosa di Poggio le Guaine

4 – Particolare degli strati di roccia piegati

5 – Via Stratta

6 – La strada forestale gravemente danneggiata

 

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3 commenti
  1. piero

    molto interessante

  2. Fabiano Remedia Pza C.A. Dalla chiesa n 1 54011 Albian Magra (MS)

    Sono nato a Via Strada ed ho trovato gradevolmente emozionante l’articolo e la foto della mia casa….! Grazie del bellissimo regalo….!

  3. Fabiano Remedia Pza C.A. Dalla chiesa n 1 54011 Albian Magra (MS)

    già fatto

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