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L'invenzione della natura. Le avventure di Alexander von Humboldt, l'eroe perduto della scienza

L’invenzione della natura. Le avventure di Alexander von Humboldt, l’eroe perduto della scienza  di Andrea Wulf racconta la vita dello scienziato-esploratore Alexander von Humboldt, conosciutissimo dai suoi contemporanei, poi quasi dimenticato.
Nato a Berlino, da una famiglia aristocratica prussiana, visse tra la seconda metà del Settecento e l’Ottocento.
Appena ne ebbe l’occasione – la morte dell’austera madre – abbandonò le comodità della vecchia Europa per esplorare il Sud America (ma anche Cuba e Stati Uniti). Il viaggio durò cinque anni. Percorse foreste e corsi d’acqua tropicali, scalò montagne e vulcani delle Ande – fu il primo a portarsi a quasi 6000 metri sopra il livello del mare.
“Le montagne esercitavano un influsso magico su Humboldt. Non era soltanto questione della sfida fisica o della promessa di nuove scoperte. C’era qualcosa di più trascendentale. Ogni volta che stava dritto in piedi su di una vetta o un alto crinale, si sentiva così preso dallo scenario che l’immaginazione lo faceva volare ancora più in alto”.
Tornato in Europa, passò il resto della vita a comprendere il concetto di natura; solo da sessantenne ebbe l’occasione di compiere un secondo viaggio di esplorazione, in Russia. Humboldt vedeva il pianeta Terra come un unico grande organismo vivente dove tutto è connesso.
“Sulle colline pedemontane delle Ande, cominciò a tratteggiare la sua cosiddetta Naturgemälde – un termine tedesco intraducibile che può significare descrizione della natura, implicando tuttavia anche un senso di unità o interezza”.
Fu il primo a capire l’esistenza di fasce climatiche e di fasce di vegetazione che si snodano nel pianeta. E’ considerato fondatore del pensiero ecologista moderno.
“E sulla strada da Caracas alla valle di Araguia Humboldt aveva notato il suolo arido, lamentando che i primi coloni avevano imprudentemente distrutto la foresta.[…]
Solo qualche decennio prima le montagne e le colline pedemontane che circondavano la valle di Araguia e il lago di Valencia erano ricoperte da foreste. Ora, con gli alberi abbattuti, piogge violente avevano dilavato il terreno […]
Fu qui, al lago di Valencia, che Humboldt sviluppò l’idea di cambiamento climatico indotto dall’uomo. Quando pubblicò le sue osservazioni, non lasciò dubbi su quale fosse il suo pensiero: Quando le foreste vengono distrutte, come hanno fatto ovunque in America i coloni europei con incauta avventatezza, le sorgenti si prosciugano […] Venendo a sparire dai fianchi delle montagne, con il sottobosco, zolle erbose e muschio, l’acqua che cade sotto forma di pioggia non è impedita nel suo corso […] scava solchi sui fianchi delle colline, trascina giù la terra non più trattenuta e provoca quelle inondazioni improvvise che devastano il paese”.
Quadri della natura, una delle sue prime opere, era un libro scientifico che non rifuggiva dal lirismo. Humboldt creò un genere completamente nuovo, che combinava una prosa vivace e ricche descrizioni di paesaggi con l’osservazione scientifica.
“Aveva descritto le rapide dell’Orinoco illuminate dai raggi del sole al tramonto come se un fiume fatto di nebbia fosse sospeso sul suo letto. Benché sempre impegnato a misurare e registrare, Humboldt scriveva anche di come arcobaleni colorati risplendono, svaniscono e riappaiono sulle grandi rapide e della luna cinta da anelli colorati. Più avanti, lo allietava la superficie scura del fiume che di giorno rifletteva come uno specchio perfetto le piante cariche di fiori sulle rive e di notte le costellazioni di stelle dell’emisfero meridionale. Nessuno scienziato prima di lui aveva mai parlato così della natura. Ciò che parla all’anima, diceva, sfugge alle nostre misurazioni”.
Oltre a quella di Humboldt, il libro traccia le biografie di tanti scienziati e letterati che lo conobbero o che vennero profondamente influenzati dalle letture dei suoi libri. Come Johann Wolfgang von Goethe che era animato da profondi interessi di natura scientifica, o come Charles Darwin, il padre dell’evoluzionismo.
“Quadri della natura avrebbe ispirato varie generazioni di scienziati e di poeti nei decenni successivi. […] Charles Darwin avrebbe chiesto al fratello di inviargliene una copia in Uruguay dove sperava di poterlo ricevere quando il Beagle vi avrebbe fatto sosta”.
Come l’americano Henry David Thoreau, l’autore di “Walden ovvero Vita nei boschi”, che visse 2 anni, 2 mesi e 2 giorni in una capanna nel bosco sulla riva di un lago.
“Quello che Humboldt aveva osservato in tutto il globo, Thoreau lo faceva a casa […] Non c’era bisogno di fare una spedizione in questi paesi lontani. Perché non viaggiare a casa? Osservò Thoreau nel suo diario […] Siate esploratori dei vostri corsi d’acqua e dei vostri oceani, suggeriva […], e non del commercio e delle ambizioni imperiali”.
Come il tedesco Ernst Haeckel, fondatore della parola “ecologia”. Haeckel, combattuto tra la ricerca scientifica e l’arte, trovò una perfetta fusione di questi due interessi studiando e disegnando i radiolari. Le sue illustrazioni, che inspirarono l’Art Nouveau, svelarono la bellezza spettacolare di organismi marini visibili soltanto attraverso il microscopio.
Come lo scrittore naturalista John Miur, che visse tra le sequoie della Yosemite Valley; attraverso i suoi scritti che combinavano pensiero scientifico e reazioni emotive davanti alla natura, fu uno dei primi a lottare per la tutela della natura nell’America di fine XIX secolo, in cui l’agricoltura già industrializzata stava provocando una forte deforestazione.
L’Autrice, che aveva già trattato l’esplorazione naturalistica in “La confraternita dei giardinieri”, si è immersa nelle opere, nei diari e nei documenti personali di Humboldt. La ricostruzione storica, frutto di anni di ricerche, è dettagliata in ogni sua parte (ricchissima la bibliografia che accompagna ogni capitolo).
La lettura è coinvolgente; anziché una biografia – anzi più di una – sembra di leggere un romanzo d’avventura.

Andrea Wulf, L’invenzione della natura. Le avventure di Alexander von Humboldt, l’eroe perduto della scienza. Luiss University Press 2017 [euro 18,70]

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