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Solo qualche istante...

Le parole mute del tempo

 

 

Le parole mute del tempo (Novecento Editore, 2016) è un giallo ambientato nella riviera adriatica.

La storia si svolge su due piani temporali, una parte è ambientata negli anni Ottanta e precisamente nell’estate del 1983, quando la ragazza del protagonista (Livio Bacci) viene trovata  annegata al termine di una festa notturna in spiaggia, l’altra nel presente, Livio Bacci che nel frattempo è diventato commissario della Polizia Stradale, indaga sul caso a trent’anni di distanza.

Il personaggio letterario nasce dalla creatività di due fratelli, Giovanni e Francesco Belfiori, figli di un vero poliziotto della Polizia Stradale.

Il romanzo ha un buon ritmo ed è ben scritto; può essere apprezzato anche da chi non è cultore del genere poliziesco.

E’ anche un romanzo sulla gioventù che passa, pieno di nostalgia verso gli anni Ottanta – quando il maggiore dei due autori era un adolescente come il protagonista del romanzo.

Livio aveva azionato quella nostalgica macchina del tempo che è la memoria. Cercò nei suoi occhi i visi dei compagni di scuola … Ricordò le canzoni che ascoltavano assieme, i fumetti che leggevano … Ripensò al bar del lungomare, perché li nacquero le illusioni di ognuno, e si chiese cosa avrebbero immaginato allora, in quegli anni Ottanta, del futuro che li attendeva trenta anni dopo, cosa avrebbero immaginato quei ragazzi dentro le aule del liceo o fuori, nelle vasche cittadine d’inverno, lungo corso Matteotti denso di discorsi più o meno impegnati, o al mare d’estate, in quella eterna passerella di promesse estive … Non sarebbe mai, mai dovuto cambiare nulla. Sarebbero dovuti restare là per sempre, chiusi nel recinto del liceo o distesi nel campo da pallavolo parrocchiale, nelle interminabili albe trascorse con l’amico del cuore e due birre ormai calde da finire, mentre il sole rischiarava un’età irripetibile, meravigliosa ...”

Pregevole lo sforzo degli autori di ricostruire quel periodo: vengono citate canzoni, bibite, marche di gelato.

Gli autori ambientano il giallo nella cittadina adriatica, Fano, anche se questa non viene mai nominata; vengono invece citati tanti suoi luoghi, come la spiaggia Baia del Re (luogo del delitto), la pizzeria Lillo, il cinema Politeama, il bar Aurora, ecc.

Alcune scene si svolgono nella piazza principale fanese, quella del teatro, la stessa dove Giovanni Belfiori ogni anno organizza il festival Passaggi di saggistica.

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