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Solo qualche istante...

Meglio non leggere

Da qualche tempo, insieme al Venerdì di Repubblica (che dovrebbe aiutare i naufraghi culturali invece di illuderli) vengono offerti degli opuscoli della serie “Gli originali” della Newton Compton editori, con l’avvertenza : diffida delle imitazioni. Di solito finiscono nel cestino della carta, senza ripensamenti. Ma è un errore. Come si fa a perdere un autore da oltre 700.000 copie tradotto in 5 (ohé 5) lingue? La dinastia, il romanzo dei cinque imperatori, di Andrea Frediani si studierà nelle scuole. “Frediani è un grande narratore di battaglie” ha scritto Corrado Augias (ma dove trova il tempo il bravo Augias … ?) ed elogi arrivano anche dal “Corriere della Sera”, che stupisce meno. Oppure Francesco Fioretti, l’autore del magistrale Il libro segreto di Dante (150.000 copie vendute e si suppone persino lette) che ora presenta Il quadro segreto di Caravaggio (in commercio c’è anche un Libro segreto di Gesù, che pare più promettente, in prospettiva almeno). Ma che dire di Colazione da Darcy (giusto per sottolineare l’originalità) di Ali McNamara? Che finaccia certi cognomi eroici agganciati al sottotitolo “e se il vero amore arrivasse quando meno te lo aspetti?”. Come rispondere … e chi lo sa. Uno allora apre la prima pagina, l’incipit è importante, magari non sarà Casa Desolata, però… “Mi sono sempre piaciuti i funerali…” dice la strepitosa autrice, che subito dopo li paragona ai matrimoni, i quali “lasciano sempre l’insidioso tarlo del dubbio: la coppia felice sarà ancora tale fra qualche anno?”. Domanda di inquietante profondità, ah sì.

Il lettore colto sorride ma quello che viene da pensare è terrificante perché questa è l’unica merce che si vende, peraltro abilmente diversificata, secondo le normali strategie di mercato, per raggiungere più categorie di consumatori-lettori: così i romanzi senza qualità (e senza contenuto) possono essere più sofisticati, scritti meglio, più colti, pur restando invariabilmente inutili e vuoti. Qualcuno gioca a fare il pretenzioso ma risulta ancora più ridicolo. E poi arrivano gli editor, i Marchionni! ci pensano loro al finto Mulino Bianco… “simulavo la sensibilità di altri scrittori”, dice un personaggio di Ph. Roth (La mia vita di uomo).

Queste non sono aree di tollerabile stupidità (e furberia) ma territori devastati da una epidemia che sta facendo strage della qualità letteraria e del gusto per percepirla, è immorale e ignobile. Se il mercato se ne frega della democrazia, se ne frega anche dei valori. Sono gli anni del consenso alla dittatura del mercato. Chi chiude gli occhi oggi farà molta fatica a riaprirli o non li riaprirà più. Queste considerazioni non sono apocalittiche, sono semplicemente umane. Meglio non leggere. Meglio fare delle passeggiate e dimenticare che un tempo c’erano i libri o (da vecchi scemi) prendere quelli buoni e studiarli come specie estinte.

 

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