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Solo qualche istante...

Forse il più grande poeta del secolo (o quasi)

Modi di dire, ripetuti fino alla noia. Per esempio: forse il più grande poeta del secolo. C’è quel forse per cautelarsi contro gli eccessi di entusiasmo. Uno dei tre o quattro più grandi poeti del secondo novecento, dai che si può dire lo stesso, avendo cura di non nominare gli altri, il famedio potrebbe risultare più affollato del previsto. Tra i maggiori poeti italiani contemporanei, questo è molto divertente, se uno ci pensa in modo spensierato. Perché poi uno immagina i minori poeti contemporanei che camminano “nervosamente sotto il tavolo”, come raccontava Flaiano. Si riferiva a persone in carne e ossa ma la battuta si può riciclare.

Probabilmente il maggiore scrittore americano di oggi, non va bene, no assolutamente, perché chi lo dice fa la figura del fesso. O è l’amico o l’agente o si tratta di uno scambio di favori, di una strizzatina d’occhio con un editore o una gomitata sul fianco alla Totò, insomma no così non si fa, è troppo scoperto. Un poeta tra i maggiori, è elegante, e si glissa su chi sono i maggiori. E poi lui come ci sta in mezzo? Non sarà una specie di Zelig … Non si sa se loro se ne sono accorti ma c’è anche lui … Infatti  I maggiori seguiti da un arco temporale, tipo degli ultimi cinquant’anni, con il corredo di un forse, o un probabilmente (che ci stanno sempre bene) cominciano a diventare troppi. Quello c’è, quell’altro pure, quell’altro arriva di corsa. Ehi mi hanno incluso. Eh ma allora ci sono tutti, forse conviene restare tra i minori.

E se i maggiori fossero bassi? Imbarazzante presentare un poeta basso dicendo che è sicuramente tra i maggiori … Del resto chi potrebbe presentare un poeta dicendo semplicemente che è un discreto poeta, un poeta valido, un buon poeta? Ma scherziamo. Se non è il maggiore, o dei maggiori, deve essere almeno un maestro. Se non per tutti, almeno per qualcuno in particolare. In ogni caso un grande maestro, magari un maestro in ombra, appartato, accucciato, schivo, nonscialante. Del resto chi consegue la patacca di maggiore poeta di un qualche periodo, non può evitare di essere maestro di qualcun altro, sebbene i poeti di solito sono solitari, monastici anche nell’erotismo, e non amano i discepoli. Fuori dai denti, neanche i discepoli amano fare i discepoli. Rischiano di venire etichettati come epigoni. E chi può presentare un autore dicendo che è l’epigono di un altro poeta? Sarebbe offensivo. Impraticabile. Facciamo una cosa, tutti maggiori.

Meglio che continuare con il solito medagliere noioso, fondamentalmente ipocrita (tanto nessuno ci crede), il maggiore … eccetera … equivale infatti a un perbacco, urca, chapeau, minchia …evitando metafore poco pertinenti tipo colonnello, maresciallo, grande ammiraglio …

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