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Solo qualche istante...

Finiremo per scomparire

Leggo un giornale. Proprio con attenzione. Non succedeva da anni. Poi d’istinto, con le orecchie rosse e la pressione pericolosamente alta, l’ho chiuso. Volevo buttarlo. Scagliarlo, per la verità. Invece niente, l’ho riaperto. C’era l’intervista al pastore bergamasco, quello che raduna il gregge. Cioè uno che dopo due righe dice ricapitoliamo … Ricapitoliamo, cominciava così. Questa sì che è una persona tosta, uno che conosce davvero le cose, avevo pensato, conosce il problema, e sa come tenere il gregge… diceva: non vi siete accorti quello che è successo là fuori? La rivoluzione digitale ha spazzato via privilegi antichi … privilegi? Eh certo, dice, tu che scrivi mica puoi far finta che chi legge non ha alcun diritto su quello che scrivi! Ma che cazzata, dico io! E avevo appallottolato la pagina. Poi l’ho stirata, sul tavolo. E lui continuava … Adesso tutto il potere è passato al lettore. E se non lo capiamo in tempo finiremo per scomparire, chiaro? Chiaro, penso, però mi pare che lo avete capito in tempo, mi pare, e anche da parecchio tempo, e che l’abbiate capito però non vi ha aiutato più di tanto, mi pare, e più vi guardo e più vedo che state comunque scomparendo, oh no?, proprio mentre lavate i piedi ai lettori … già i contorni sono sbiaditi e sbiadiscono ancora di più come il gatto dello Cheshire, che però scompariva dalla coda e lasciava per ultimo il sogghigno.

Adesso avete poco da sogghignare, questo lo capisco, dopo che avete lavato i piedi ai lettori, in ginocchio, costringendo anche gli autori in questo atto di umiltà ruffiana, anche se non incruento (sotto certi aspetti), e scrutando le comunità dei lettori, studiando e annusando queste tribù sopravvissute, nelle loro riserve e isolotti e boschi incantati … però, insomma, è così, dice lui, il pastore bergamasco, inutile fingere che non sia così : oggi è il lettore che sceglie che cosa vuole leggere, quando come e a che prezzo. E abbiamo anche il self publishing, nel caso qualcuno volesse scrivere e pubblicare da solo quello che vuole leggere, ma che non pensino con questo di aver pubblicato da un editore che ha un certificato di qualità e un bilancio consolidato. Noi abbiamo una storia alle spalle… onestamente, questo è vero, indiscutibile, dico io. Però starebbe meglio da qualche altra parte, la storia, piuttosto che dietro le spalle, e ormai così lontana, incredibilmente lontana …

Mettiamola davanti, la storia, scriviamola …

 

Fotografie di Paolo Talevi

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