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Solo qualche istante...

Un giorno al solstizio

 

 

20 dicembre 2017

Una nuvola ad ogni mio respiro. Le mani intirizzite.

Il sole fa capolino tra le nubi.

La mattinata è ormai avanzata ma il disco solare non riesce a scrollarsi di dosso le colline.

A braccio teso, con la mano misuro la sua altezza. E’ una spanna sopra l’orizzonte: 20 gradi.

Il suo percorso in cielo oggi dura poco più di nove ore.

Domani il suo arco sarà il più breve.

Le erbe della radura, ancora in ombra, sono ricoperte dalla brina.

Una coperta di ghiaccio sulla pozza, dove l’ultima volta avevo visto un ditisco risalire in superficie dalle profondità (di pochi centimetri).

Gli invertebrati (o le loro larve) ormai riposano sotto terra o in ripari vegetali.

Aspettano che la fredda stagione faccia il suo corso.

E così fan pure anfibi e rettili, per non parlare del mondo vegetale.

Ma non tutto ristagna nel letargo invernale.

Uno scoiattolo, vedendomi, discende a testa in giù l’albero di cachi e si rifugia nel fitto di una quercia.

Un picchio muratore esplora un tronco cercando gli invertebrati nelle pieghe.

Solo i mammiferi e gli uccelli abitano ora la valle dagli altri spopolata.

I loro corpi delle caldaie accese che vanno rifornite per resistere alle rigide notti.

 

 

 

Didascalie foto:

1 – Il disco solare riflesso su uno specchio d’acqua del Metauro

2 – Brina

3 – Pozza ricoperta da una lastra di ghiaccio

4 – Picchio muratore

 

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