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Solo qualche istante...

Mondi paralleli

“Sopra uno sporco tratto di spiaggia scarabei stercorari

corrono, gaiamente rotolando

le palline da cui prendono nome.

  Se getti loro un diamante

non si fermano neppure a guardarlo.

Ed a ragione. Perché mai dovrebbe lo scarabeo stercorario

raccogliere diamanti?”

Margherita Guidacci

[ In: Un carteggio di Margherita Guidacci : Lettere a Tiziano Minarelli,  a cura di Carolina Gepponi. Firenze, Firenze university press, 2014]

 

17 settembre 2017 – Baia del Re (Fano)

In quei due chilometri di spiaggia, lontana da centri abitati, vi sono due stabilimenti balneari. Uno ha già chiuso; il materiale viene caricato su un camion proprio questa domenica mattina. Nell’altro, prima che il lettino gli venga sfilato da sotto la schiena, ancora qualche bagnante esposto ad un sole che ha perso l’ardore dell’estate.

Una donna nera con un variopinto vestito africano, dopo avere tentato di vendere a quei bagnanti, si allontana con le merci sul capo. La scena potrebbe svolgersi in un sobborgo sub-sahariano, se ci non fossero la distesa marina e il cellulare che la donna utilizza mentre cammina.

Altre persone camminano sulla battigia, approfittando della bella giornata.

Una giovane coppia cerca di convincere il proprio cane a fare il bagno. Il giovane, in costume, entra in acqua e richiama il quattro zampe mentre la ragazza dalla riva riprende la scena con lo smartphone. Il cane corre avanti e indietro tra la ragazza e il punto in cui il padrone è entrato in acqua, combattuto tra la diffidenza per l’acqua e la voglia di raggiungere il padrone, poi vince l’amore.

Nell’altro lato della spiaggia, che confina con la ferrovia, sopravvivono dei lembi di vegetazione. Piante adattate alla sabbia e all’aerosol marino, scacciate da quasi tutti gli altri litorali.

Anche lì c’è “vita”. Invisibile all’altra, si muove silenziosa.

Delle farfalle bianche si posano sulla Ruchetta di mare, una delle poche piante ancora in fiore.

Quando volano sembrano “normali” cavolaie, ma nei pochi istanti in cui si trattengono sul fiore appare il disegno reticolato verdastro delle ali: sono esemplari di Pieris edusa.

Su quella vegetazione volano pure numerose libellule. Appartengono alla specie Sympetrum fonscolombii. Gialle le femmine, i maschi cominciano a colorarsi – hanno una linea rossa lungo il dorso -; sono immaturi, non è da molto che queste libellule sono sfarfallate.

In certi tratti lo stesso metro quadrato è sorvolato contemporaneamente da più libellule. Di tanto in tanto si posano sugli steli o su altre parti sporgenti delle piante –  a loro il nettare non interessa.

Spinte fin lì dal garbino che ha spazzato la vallata, non si lasciano trascinare ancora – hanno di fronte l’acqua che si stende lontano fino alla linea dell’orizzonte e a centinaia si concentrano su quell’ultimo lembo di vegetazione.

Due coleotteri trasportano sulla sabbia una palla di sterco. Corpo nero lucido, vistosi punti impressi sul torace; sono due scarabei stercorari (Scarabeus semipunctatus); coleottero che utilizza lo sterco come cibo, o, in autunno, per deporvi le uova – fornirà nutrimento alle larve.

Predilige lo sterco dei grandi mammiferi erbivori ma in loro mancanza si accontenta di altri escrementi.

Dopo avere forgiato lo sterco trasformandolo in una pallottola, la coppia cerca di portarlo tra la vegetazione.

E’ uno dei due a trasportare la pallottola ovoidale; procede all’indietro tenendo il corpo inclinato con la testa all’ingiù e le zampe anteriori a terra; per farla rotolare spinge la palla con le zampe mediane e posteriori – sembra un giocoliere.

L’altro scarabeo segue tenendosi pronto a dare il cambio o ad aiutare il partner in caso di difficoltà.

Infatti, attratto dall’odore, spunta dalla vegetazione un terzo scarabeo stercorario che cerca d’impadronirsi della preziosa palla. Uno dei due lotta contro l’intruso mentre l’altro continua a trasportare la pallottola verso la vegetazione.

L’ultimo tratto di sabbia è in salita; la pioggia dei giorni scorsi ha reso compatta la sabbia, trasformando la salita in un ripido piano inclinato.

Intanto gli altri due proseguono la lotta, un deciso corpo a corpo. Poi l’intruso scappa via, ma prima che la coppia riesca a ricongiungersi, la forza di gravità ha la meglio. La pallottola travolge chi la trasporta, pallottola e scarabeo aggrappato rotolano verso il basso, poi lo scarabeo abbandona la presa mentre la palla di sterco, come una biglia su un tavolo da biliardo, prosegue la sua corsa fino alla base della salita.

La coppia di scarabei per qualche secondo si muove senza una direzione precisa, finché, grazie all’olfatto, i due individuano dove è finita la palla di sterco.

Riprende il trasporto del prezioso carico. Poi, nuovamente, giunge di corsa il terzo scarabeo e si ricomincia daccapo.

Molte volte si ripete la stessa scena. Infine il terzo incomodo si allontana definitivamente e la coppia riesce a raggiungere la vegetazione. Ma le difficoltà non sono terminate, ora devono combattere contro gli ostacoli vegetali che gli impediscono di trasportare la pallottola di sterco lungo una linea retta.

Intanto nell’altro lato della spiaggia, sulla battigia, continua il passeggio umano.

 

Didascalie foto:

1 – Baia del Re (Fano)

2 – A passeggio sulla battigia

3 – Pieris edusa

4 – Maschio di Sympetrum fonscolombii

da 5 a 9 – Scarabei stercorari delle spiagge Scarabeus semipunctatus

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