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Solo qualche istante...

Le sterne

 

 

Agilissime in volo, le Sterne sono anche formidabili pescatrici. Dopo avere scrutato in lungo e in largo la superficie dell’acqua e individuato i pesci … si gettano a capofitto nell’acqua, immergendosi quasi completamente, e uscendo spesso col pesce nel becco. Sono diversi quindi dai lenti e impacciati Gabbiani, capaci tutt’al più di qualche goffa panciata

Mezzatesta F., Guida al riconoscimento degli Uccelli d’Europa, Arnoldo Mondadori Editore, 1984

 

28 settembre 2017

Da una decina di giorni la foce del Metauro è popolata dai voli leggeri delle sterne.

Di diverse specie. Le più piccole sono i mignattini.

Questi, più che dal mare, sono attratti dalle acque dolci.

Fanno la spola tra le acque marine e lo specchio d’acqua della foce, passando in volo sopra l’imboccatura.

Tengono il becco puntato verso il basso, quando individuano una preda si gettano in acqua.

Nonostante il lungo tempo di reazione dell’otturatore, sono riuscito a fotografare i loro tuffi. Ho infatti notato che nelle piccole anse della parte interna della barra di foce si addensano branchi di piccoli pesci (alborelle e cavedani). E’ in quel ribollire che si gettano i mignattini; ed è lì che ho puntato la mia macchina fotografica.

In questi giorni frequentano lo specchio d’acqua salmastra pure le sterne comuni (o rondini di mare). I loro tuffi sono più decisi, colpiscono con forza la superficie dell’acqua, e, a differenza dei mignattini, ci spariscono dentro completamente.

Così fanno pure i beccapesci, ma il loro becco nero (con la punta bianca) preferisce perforare le  antistanti acque marine.

La barra di foce cambia spesso d’aspetto; in questo periodo, oltre che attraverso lo sbocco principale, l’acqua del fiume si riversa in mare più a nord-ovest, dove si è aperta una seconda “falla”. Ciò ha trasformato buona parte della barra di foce in un’isola di ghiaia.

 

La foce può contare anche su altre isole: sono gli isolotti galleggianti di Potamogeton (detta Lingua d’acqua). Vi si posano i mignattini; quelle foglie natanti sono sufficienti a sorreggerli – loro pesano poco.

Le altre sterne riposano sulla barra di foce, insieme ai gabbiani, cormorani e ad “occasionali” piccoli trampolieri.

A volte piccoli branchi di germani reali interrompono il loro viaggio lungo la linea di costa e fanno una sosta nella zona più appartata dello specchio salmastro.

Qui vi sono pure le gallinelle d’acqua, avanguardie dell’avifauna fluviale, mentre dell’usignolo di fiume  alla foce giunge solo il canto.

Tutto ciò quando sulla barra di foce non c’è nessuno.

Quando vi sono i pescatori la vita animale si dissolve.

I pescatori con la canna o con la “diavola” (rete da lancio) vengono definiti “sportivi”; io li definirei pigri, visto che le loro auto si spingono sulla spiaggia ghiaiosa a pochi metri dalla battigia. L’unico mezzo che qui sembra rispettare il divieto di circolazione è il furgoncino della raccolta dei rifiuti; da un mese il grosso bidone trabocca di rifiuti.

I gabbiani non hanno problemi a trovare luoghi di sosta alternativi; hanno imparato a rifugiarsi nei campi della pianura costiera.

Le sterne no, loro ripiegano sulle scogliere, se il moto ondoso glielo consente, oppure vanno alla ricerca di spiagge deserte.

 

Didascalie foto:

da 1 a 4 – Mignattino, foce del Metauro, 24 settembre 2017

5 – Sterna comune, foce del Metauro, 24 settembre 2017

6 – Beccapesci, Foce del Metauro, 27 settembre 2017

7 – Piovanello pancianera nella barra di foce del Metauro, 28 settembre 2017

8 – Rifiuti alla foce del Metauro, 27 settembre 2017

9 – Mignattino (a sinistra) e 2 sterne comuni, foce del Metauro, 28 settembre 2017

 

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