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Solo qualche istante...

I colori delle libellule

5 settembre 2017 – Lago Vicini (Fano)

 

La pozza sulla sponda del lago è presidiata da una libellula dall’addome azzurro-cielo. E’ un maschio di Orthetrum coerulescens.

Posata su uno stelo secco esposto ai raggi solari, la libellula domina lo specchio d’acqua sotto di lei.

Le ali distese in avanti si scaldano ad un sole che ha perso l’energia dell’estate piena.

La brezza fa ondeggiare il canneto che borda un lato della pozza. Una foglia di cannuccia mossa dal vento di tanto in tanto sfiora il corpo della libellula.

Ma non sono quelle deboli frustate a convincerla ad alzarsi in volo ma un maschio della stessa specie che si azzarda a sorvolare la “sua” pozza.

“Frecciazzurra”, così qualcuno (*) in Italia ha provato a chiamare questa specie; ed infatti a gran velocità, come una freccia, scaccia l’intruso.

Respinto l’altro maschio, torna ai suoi possedimenti. Per qualche istante resta immobile sopra le acque in volo stazionario, poi si posa nuovamente sullo stelo precedente o su un altro lì vicino esposto al sole.

Altra pozza, altra libellula, questa volta rossa. Anche questa, ferma sul posatoio col corpo orizzontale e le ali rivolte in avanti, vigila sul proprio territorio. Quel rosso acceso e quell’addome piatto non lasciano dubbi: è un maschio di Crocothemis erythraea. Questa specie è stata chiamata “Frecciarossa”. Eccola infatti sfrecciare anche lei per scacciare gli intrusi.

Non si avventa solo contro i maschi della sua specie, attacca pure quelli di Sympetrum striolatum che hanno la colpa di indossare anch’essi un abito rosso; infatti il genere di quest’altra libellula è  chiamato “Cardinale”; la specie “Cardinale striato”, per quelle bande laterali gialle che attraversano il torace marrone e che le ali diafane non possono mascherare.

Ma la pozza è abitata anche da una libellula più esile, dal volo meno potente, Erythromma lindenii, detta “Azzurrina” per i segmenti celesti dell’addome, attraversati da linee nere. Se ne sta più in basso, il suo posatoio sporge dall’acqua pochi centimetri. Difende dai suoi consimili non  l’intera pozza ma solo pochi decimetri quadrati di superficie acquatica.

Altre libellule a difesa del proprio territorio; questa volta non è una pozza ma sono gli arbusti che crescono sulla sponda del lago. Altro colore, una vivace tonalità violetta: sono i maschi di Trithemis annulata. “Obelisco” hanno chiamato questa specie, per la posizione assunta dall’addome quando la libellula, dopo avere scacciato l’avversario, torna a posarsi.

Allontanatisi dall’acqua dopo la metamorfosi, i maschi di queste specie di libellule vi hanno fatto ritorno quando hanno raggiunto la maturità sessuale, come rivelano le colorazioni assunte, ben diverse da quelle di quando erano sfarfallati.

Una pozza vicina è ricoperta di lenticchie d’acqua. Spunta il muso di una rana verde; lo stesso verde della Lenticchia d’acqua.

Azzurro, rosso, viola, la rana assiste a quegli inseguimenti aerei colorati, ma in quegli occhi che sporgono dall’acqua non c’è meraviglia; aspetta pazientemente che una preda si avventuri  su quella superficie granulosa.

 

(*) Elisa Riservato & altri, Odonata. Atlante delle libellule italiane, Edizioni Belvedere, 2014, Latina

 

Didascalie foto:

1 –Frecciazzurra Orthetrum coerulescens

2 –Frecciarossa Crocothemis erythraea

3 – Cardinale striato Sympetrum striolatum

4 – Azzurrina Erythromma lindenii

5 – Obelisco Trithemis annulata

6 – Rana verde tra le lenticchie d’acqua

 

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