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Solo qualche istante...

A passeggio sulla battigia

19 novembre 2017

Lascio la bicicletta in una rastrelliera ai bordi della pista ciclabile – quasi deserta – che corre tra la ferrovia e la spiaggia; proseguo verso Pesaro camminando sulla battigia.

Dopo giorni agitati, il mare è una tavola.

Le scogliere foranee, non più assillate dai frangenti, sono tornate ad ospitare gabbiani e cormorani.

Anche il cielo è cambiato, è una giornata serena.

Sono solo sulla battigia in questa mattinata festiva. E’ ancora presto.

Vedo minuscole sagome umane stagliarsi contro i palazzi della lontano Pesaro. Hanno appena iniziato la loro passeggiata “fuori porta”.

Il mio procedere è continuamente interrotto da qualche particolare che suscita il mio interesse.

Il mare agitato dei giorni  scorsi ha lasciato sulle spiagge il ricordo dei suoi frangenti.

C’è materiale spiaggiato al limite della battigia – su quella superficie levigata minuscole creste vanno a morire.

Ma anche nella parte più interna della spiaggia; faccio fatica a pensare che a portarlo fin lì sia stato il mare, che ora mostra la faccia mansueta.

Provo a classificare quel materiale. Proviene dai fondali o è sceso in mare coi fiumi.

Materiale naturale o resti di attività umane.

E’ la forza dei frangenti e il loro peso specifico a fare giungere i corpi più o meno distante dalla battigia.

Il mare non solo spazza via quei corpi (in gran parte estranei),  li dispone in punti diversi della spiaggia.

Vicino alla battigia le strisce verdi della lattuga di mare.

In altri punti strisce scure, formate da minuscoli detriti vegetali.

Mucchi di conchiglie frantumate.

Anche tra le conchiglie il mare fa una distinzione, quelle scure delle cozze da una parte, quelle chiare da un’altra.

Ma il suo catalogare non è così rigido, riunisce insieme corpi che in vita non si sono mai incontrati: foglie gomito a gomito con granchi e stelle marine.

Rami accanto a boe, a contenitori di plastica, a pezzi di polistirolo, ad un rastrello da spiaggia per bambini.

Mescolati agli italici rifiuti, contenitori con etichette in greco ed in croato.

I comportamenti scorretti non conoscono confini. Inciviltà globalizzata.

In questa gara con tanti contendenti “vincono” i rifiuti provenienti dagli allevamenti di cozze.

Il ciclo di produzione delle cozze prevede che i retini di plastica – le reste – vengano progressivamente sostituite con reti a maglie sempre più larghe. I pezzi di quei retini, anziché essere smaltiti nei porti, finiscono in mare e poi sulle spiagge.

Retini non solo bianchi ma di tanti colori; i mitilicoltori ci tengono a dare un tocco cromatico alle tristi spiagge invernali.

E’ ormai metà mattina, quelle minuscole sagome mi hanno raggiunto; da un po’ di tempo sulla battigia mi muovo tra tanta gente.

Tanti altri corrono in bicicletta sulla pista ciclabile.

Alcuni, interrotta la passeggiata, sono seduti ai tavoli di un baretto.  Si godono il sole aspettando la colazione.

Persone sole (che corrono). A coppie. Gruppi di amiche. A spasso col cane. Persino a cavallo.

La battigia è ora una pista, dove passeggiare e parlare.

 

Didascalie foto:

1 – Spiaggia di Sottomonte (Pesaro)

2 – Battigia

3 – Asteroideo e ofiuroideo

4 –Reti della mitilicoltura tra il materiale spiaggiato

5 e 6 – A passeggio sulla battigia

 

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