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Solo qualche istante...

William Carlos Williams, Wallace Stevens e la neve

William Carlos Williams, da Immagini da Bruegel, Cacciatori nella neve

In tutto il dipinto è inverno

montagne ghiacciate

sullo sfondo il ritorno

dalla caccia è verso sera

da sinistra

robusti cacciatori conducono

la muta dei loro cani l’insegna della locanda

penzola da un

cardine rotto è un cervo ha un crocifisso

tra le corna il freddo

cortile della locanda è

deserto tranne un grosso falò

che brucia mosso dal vento alimentato da

donne che fanno gruppo

attorno sulla destra oltre

la collina figure di pattinatori

Bruegel il pittore

meticoloso di tutto ha scelto

un cespuglio piegato dalla neve in primo piano per

completare il dipinto

[il ritmo dei versi che descrivono il celebre dipinto di Bruegel è continuamente spezzato, segue le curiosità di un osservatore che è attratto dai dettagli e dalle scene di una quotidianità sotto la neve, nel 1565, dagli immaginabili rumori di chi strina il maiale o grida pattinando sui laghi ghiacciati fino ai picchi silenziosi in lontananza. Il quadro sembra svilupparsi su una diagonale che va da sinistra in basso verso destra in alto, ma il poeta ne offre una visione frammentata  che ricompone il dipinto secondo emozioni e fascinazioni personali].

Wallace Stevens, da Harmonium, L’uomo di neve

Uno deve avere una mente invernale

per guardare il gelo e i rami

dei pini incrostati di neve;

e avere avuto freddo a lungo

per vedere i ginepri irti di ghiaccio,

gli abeti ruvidi nel distante chiarore

del sole di gennaio; e non pensare

a qualche pena nel suono del vento,

nel suono delle poche foglie,

che è il suono della terra

percorsa dallo stesso vento

che soffia nello stesso nudo luogo

per chi ascolta, chi ascolta nella neve,

e, nulla lui stesso, vede

niente che non sia lì e il nulla che è.

[Uomo di neve o pupazzo di neve,The snow  man: del resto bisogna avere una mente d’inverno, dice Wallace Stevens. L’uomo a cavallo di Robert Frost (vedi: due poeti nella neve, nella sezione L’arte di leggere e di non leggere) si ferma a guardare l’incantevole bosco innevato; quello di Stevens invece vede l’aspetto duro e triste dell’inverno e sembra trarre consolazione dalle cose così come sono e dall’assenza di emozioni]

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